Cremona e il mistero della Vittoria Alata

 La Libera Università dei Santi Benedetto e Scolastica, mercoledì 24 Febbraio scorso, ha incontrato la dott.ssa. Marina Volontè, conservatrice del Museo Archeologico di Cremona, che ha tenuto un incontro dal titolo: “Il mistero della Vittoria Alata”.

Vittoria-Alata

Un tema di grande attualità poiché, fino al 6 marzo prossimo, Cremona ospita la mostra: “La Vittoria Alata e le celebrazioni Stradivariane”, allestita nella doppia sede del Museo Archeologico San Lorenzo e del Museo del Violino.

L’esposizione ripercorre la complicata vicenda della Vittoria Alata di Calvatone (Cr) e ricorda le celebrazioni, accorse nel 1937, per il bicentenario della morte di Antonio Stradivari.

La Vittoria Alata è una delle sculture di bronzo più note dell’antichità. Dedicata agli imperatori Marco Aurelio e Lucio Vero, databile tra il 161 e il 169 d.C., raffigura una vittoria alata che si leva in volo sul globo terracqueo.
Venne scoperta nel 1836 ai margini di Via Postumia, strada che attraversa l’antico abitato di Bedriacum, l’attuale Calvatone, luogo di numerose battaglie dopo la morte di Nerone, nel periodo romano.

Esposta dal governo austriaco a Brera nel 1837, nel 1841 fu acquistata dal re di Prussia che successivamente l’espose a Berlino nella galleria che collegava l’Altes al Neues Museum. A Berlino ne furono realizzati anche modelli in gesso. Due copie si trovano ora in Germania all’interno di due musei universitari.

Un’altra copia si trova a Mosca, nel museo “Nuova Zecca”. Inizialmente si pensava fosse l’originale dato che era stata ricoperta di bronzo, ma pochi mesi fa, una delegazione del Museo del Violino, in visita a Mosca, constatò che sotto la doratura si poteva scorgere il gesso bianco.

Nel 1937 a Roma, in occasione del bimillenario della nascita dell’imperatore Augusto, fu organizzata “La mostra Augustea della romanità”, per la quale fu inviata dal museo berlinese una copia in gesso della Vittoria Alata. A Cremona, sempre nel 1937, il Comitato per le Celebrazioni Stradivariane (tenutesi in quell’anno), ne donò una copia in bronzo dorato alla città, che venne esposta sotto la Loggia dei Miti, affacciata sulla Piazza del Comune.

La copia di Cremona è ora esposta all’interno del Museo Archeologico, in un nuovo allestimento temporaneo che illustra le vicende della statua dalla sua scoperta ad oggi, mettendo in evidenza tutte le informazioni disponibili in relazione al destino dell’originale, andato perduto. Sin dal momento del ritrovamento, la Vittoria è stata infatti protagonista di intricate vicende, che riguardano da un lato le circostanze della scoperta e l’interesse da parte di studiosi e collezionisti ottocenteschi, dall’altro la sparizione dell’originale dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, e il ‘mistero’ riguardante la sua sorte.

Sono state formulate diverse ipotesi sul destino della scultura originale. La prima ipotizza che la statua sia stata portata in una città dell’unione sovietica; la seconda smentisce la precedente, affermando che non sia mai stata trasferita in Russia ma che sia stata distrutta durante i bombardamenti della guerra. Infine, l’ultima ipotesi sostiene che sia stata trafugata da altri soggetti.

Dopo quasi due secoli, il mistero non è ancora stato svelato. Ma la Vittoria Alata continua ad affascinare per la sua bellezza e per la sua storia.

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