Fiera di San Benedetto: ‘La chiesa dei Santi Nazaro e Celso: un progetto di rinascita’

Fiera di San Benedetto: ‘La chiesa dei Santi Nazaro e Celso: un progetto di rinascita’

di Fondazione Dominato Leonense

15 luglio 2007

 

Domenica 8 Luglio 2007, nel parco di Villa Badia, si è svolto un convegno sulla chiesa dei SS. Nazaro e Celso di Leno. L’incontro ha visto come protagonisti il professor Gabriele Archetti, Maurizio Cavaciocchi (presidente del gruppo storico archeologico di Manerbio) e l’archeologa Denise Morandi.

E’ il direttore di Cassa Padana, Luigi Pettinati, che presenta i relatori e racconta in che modo la Fondazione è venuta a conoscenza di questo luogo e come, dopo numerose ricerche, sia riuscita ad individuare i legittimi proprietari, a contattarli e a giungere ad una donazione lo scorso 29 Marzo.

Il direttore coglie quindi l’occasione per ringraziare di questo altruistico gesto le sorelle Gatti (eredi di Leopoldo Gatti), sottolineando l’importanza di questo passaggio per la rinascita della pieve.

Il direttore Pettinati ha ribadito poi l’intenzione della Fondazione di restituire, dopo i dovuti interventi, la chiesetta alla comunità lenese, perché diventi di nuovo un punto di riferimento per le cascine vicine e per tutto il paese.convegno

Gabriele Archetti, professore di storia medioevale dell’Università Cattolica di Milano, inizia i lavori elencando le fonti in cui si trovano i riferimenti alla chiesetta: non tanti per la verità ma sufficienti come base di partenza per una ricerca. Il professore ci indica come la prima attestazione della chiesa sia del 1194: la testimonianza di un funzionario che ricorda come già 60 anni prima esistesse la struttura ci consente di capire che è di età perlomeno romanica (XI o XII secolo). Un altro documento interessante parla della visita di S. Carlo Borromeo nel 1580; questa fonte indica le condizioni dell’edificio in quegli anni: la struttura era in buono stato, il presbiterio era dipinto, vi era annessa una casa, lo spazio antistante era usato spesso per scopi profani. Al di la di questi documenti non si sa nulla della chiesa.

Da una ricostruzione a computer fatta da Dario Gallina si può dedurre che l’oratorio abbia origini molto antiche, soprattutto confrontandolo con la chiesa di S.Eufemia di Nigoline e notandone i parallelismi. Alcuni elementi ci fanno pensare ad una testimonianza di un precoce processo di cristianizzazione che le indagini archeologiche stanno mostrando.

Quindi le ipotesi fatte dal prof. Archetti sono due: la prima è che la chiesa sia pre-Longobarda e si vada poi ad inserire in un villaggio longobardo strutturato, una chiesa rurale con un proprietario, non una pieve quindi, un punto di riferimento per i rustici; la seconda ipotesi collega la chiesa al monastero di Leno, con parroci nominati dagli stessi abati. Solo gli scavi archeologici potrebbero indurre ad una soluzione definitiva.

Lo studioso conclude l’intervento ponendo una domanda: perché facciamo tutto questo? Perché siamo persone, abbiamo una memoria e conoscendo il nostro passato guarderemo al presente e al futuro con occhi diversi.

Il prof. Archetti lascia quindi la parola al sig. Cavaciocchi, che negli anni ’90, insieme al gruppo archeologico di cui è presidente, ha effettuato degli studi e dei sopraluoghi sul terreno dove sorge la chiesetta. Attraverso delle foto ci mostra gli interventi e i ritrovamenti effettuati. Dai reperti rinvenuti si può parlare presumibilmente di una villa rustica romana preesistente alla chiesa (II – III sec. D.C.) e questo accresce enormemente l’importanza del sito e rende indispensabili accurate indagini archeologiche.

A questo proposito la Fondazione, d’accordo con la Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia, ha affidato il progetto fattivo degli scavi all’archeologa Denise Morandi. La dottoressa espone quindi il piano di lavoro sull’edificio e sui terreni circostanti: la prima parte è stata di pulizia sia dell’interno che dell’esterno, per far riemergere la struttura originale e gli ambienti attigui alla chiesa; la seconda parte sarà di analisi dei materiali superficiali rinvenuti e rimossi; l’ultima parte, la più importante, sarà dedicata agli scavi veri e propri. Sono stati preventivati 6 sondaggi, due dei quali già esistenti, buchi presumibilmente fatti clandestinamente. Il lavoro è appena cominciato e si prevede di notevole interesse archeologico e storico, con scenari possibili davvero affascinanti.

In questo convegno si sono poste le basi per un progetto futuro che riporti la chiesetta dei SS Nazaro e Celso ad essere di nuovo un punto di riferimento per tutta la comunità e un monumento al glorioso passato delle nostre terre.

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