Il cervello e la memoria

Il cervello e la memoria

di Fondazione Dominato Leonense

15 febbraio 2012

Incontro del 15 febbraio 2012
Relatore: Ferruccio Baggi, dirigente medico
Titolo: IL CERVELLO E LA MEMORIA. DUE FUNZIONI A CONFRONTO

 

Che cos’è la memoria? E’ la capacità di immagazzinare informazioni e di avere successivamente accesso ad esse.

Memoria e sogno sono due cose strettamente connesse tra di loro.
Il sogno, infatti, è qualcosa che l’inconscio comunica alla parte conscia, mascherandola un po’ per non spaventare la nostra parte cosciente. Il sogno non racconta mai una cosa così com’è: sono racconti che inviano all’uomo messaggi da decifrare.
Memoria-e-CervelloPer sognare viene utilizzata la memoria: infatti non si può sognare qualcosa che non si è vissuto o per la quale non si è mai provata l’emozione.
Nei primi due anni di vita e nei 9 mesi di gestazione si stabilisce l’impronta del carattere e il modo di vivere di una persona. “La memoria è tutto” diceva Oliver Sax.

La memoria, infatti, è la funzione che permette di riprodurre nella mente stati di coscienza passati, e di localizzarli nel tempo e nello spazio.
Quando un’esperienza è forte, la memoria ci permette così di ricordare non solo l’avvenimento ma anche le emozioni provate in quel momento e di ricordare addirittura i profumi ed i colori di allora.
E’ un filo che collega il passato con il presente e con il futuro, assicurando continuità del nostro io personale.

E le amnesia della memoria?
Le amnesie traumatiche esistono, non sono una leggenda. Possono essere transitorie: è in questo modo che anche un dolore insopportabile può essere dimenticato per amnesia psicogena generata dalla mente. Questo procedimento avviene in automatico nel nostro cervello per preservare la persona che altrimenti potrebbe risentirne per tutta la vita.
E’ importante ricordare chi siamo. Sono importanti i primi due anni di vita del bambino perché condizionano la vita futura dell’individuo.

Come funziona la memoria? Sono tre le fasi:
• acquisizione dei dati
• ritenzione dei dati
• recupero dei dati

Uno dei modelli più noti per la comprensione della memoria è il modello diAtkinson Atkinson e Shiffrin (1968). Nella sua struttura fondamentale vengono distinti tre diversi tipi di magazzino, con caratteristiche funzionali diverse in cui l’informazione transita prima di essere immagazzinata:
• Registro sensoriale
• Magazzino a breve termine
• Magazzino a lungo termine

Il registro sensoriale può essere caratterizzato come una sorta di memoria immediata, in un brevissimo lasso di tempo viene conservata traccia delle impressioni sensoriali; riceve il messaggio attraverso una modalità preattentiva e precategoriale, la capacità è illimitata ma la perdita dell’informazione avviene per rapido decadimento.
La memoria a breve termine può essere concettualizzata come un magazzino transitorio dove l’informazione in arrivo dai registri sensoriali resta solo per il tempo necessario a svolgere le operazioni di verifica, di confronto di collegamento con l’informazione nella memoria a lungo termine.

Cosa succede nel nostro cervello quando immagazzina dati nel registro sensoriale?
Il registro sensoriale registra le sensazioni tali e quali a come sono nella realtà e poi ne fa una selezione classificandola come utile o preziosa per la nostra vita.
Per quanto riguarda il passaggio dal registro sensoriale alla memoria a breve termine, il cervello deve fare un piccolo sforzo, che diventa maggiore se ciò che bisogna ricordare va nella memoria a lungo termine.
Studiare, ad esempio, non è soltanto applicazione e fatica: esistono delle metodologie che possono essere utilizzate per ricordare meglio.

Dunque, per quanto riguarda la memoria a breve termine..
• il ricordo dura poco
• il magazzino è piccolo
• si usa per lavorare
• usa circuiti elettrici riverberanti
• è di facile uso.

La memoria a lungo termine invece..
• il ricordo dura molto
• il magazzino è grande
• si usa per vivere
• si fonda su elementi strutturali (proteine e sinapsi)
• richiede sforzo e fatica

Per quanto riguarda la memoria a breve termine, è come un magazzino piccolo e dunque deve venire continuamente svuotato. La memoria a lungo è invece paragonabile ad una stanza senza fine, dunque non ha un limite e la capacità è virtualmente infinita.
La memoria a breve è un circuito riverberante (un neurone passa l’informazione a un altro neurone che lo passa a sua volta ad un altro e cosi via..) Quando si passa un ricordo alla memoria a lungo termine il nostro cervello aumenta le proteine e le sinapsi: il ricordo diviene cosi materialmente parte di noi.

Esistono delle tecniche che ci possono aiutare, diversi dalla ripetizione, per ricordare: ad esempio l’associazione a qualcosa che già si conosce. L’interesse e la motivazione sono elementi molto forti per ricordare.
Se una cosa mi crea un’emozione (sia buona che cattiva) mi aiuterà a ritenere e poi a ricordare.

E la memoria si può deteriorare? Esistono malattie che possono deteriorarla?
La demenza di Alzheimer, al contrario di quanto si pensi, non si eredita e si può prevenire. Gli strumenti che abbiamo a disposizione oggi però sono pochi. L’unica notizia certa è che per prevenire la demenza è necessario tenere attivo il cervello. Come? Leggendo, con un’attività fisica costante e con un’alimentazione sana (pesce, olio, frutta, verdura, cioccolata e anche un po’ di vino). Dato curioso: la demenza è inferiore nelle persone sposate rispetto ai single.

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