Il grande maestro Ronald Johnson in Villa Badia

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Il grande maestro Ronald Johnson in Villa Badia

di Fondazione Dominato Leonense

6 giugno 2015

 

Il Corpo Musicale Lenese “V.Capirola” ha avuto l’onore di ospitare presso la propria sede di Villa Badia, nei giorni scorsi, il grande maestro Ronald Johnson, eminente personalità e indiscusso maestro nel circuito delle Wind Symphony, le grandi orchestre a fiati statunitensi.

Banda con Johnson corpoLunedì 8 giugno è stato ospite per una sessione di prove. Da grande professionista qual è, non conoscendo le meccaniche di lavoro del gruppo si è inizialmente limitato a osservare, non risparmiando comunque la propria conoscenza e dispensando, di volta in volta, consigli e suggerimenti. Le sue indicazioni erano misurate opinioni e interessanti osservazioni di un grande uomo di musica che, pur stando sul piedistallo del direttore, si è saputo mantenere umile.
Una volta salito in cattedra ha ribadito quanto sia in realtà difficile dirigere, e restare soli, quasi nudi, mentre il pubblico alle tue spalle giudica. L’interazione sociale era così forte, e soprattutto sincera, che l’intera prova pareva un dialogo con strumenti.

In merito alla situazione bandistica europea e italiana, Ronald Johnson ha affermato di apprezzare la gratuità e volontarietà della musica, ma soprattutto l’idea di banda, che prima ancora di essere insieme di esecutori, è una comunità di amanti della musica e in particolare un’aggregazione sociale, a differenza dell’America, dove l’organizzazione bandistica è molto più curricolare, strutturata e professionale.

Complimenti anche per le capacità del Corpo Musicale Lenese: “E’ un gruppo con un’ottima base, specie per la giovane età dei componenti”, ha affermato. L’incontro è proseguito anche oltre l’orario di prova, e il Maestro si è intrattenuto sino a tarda ora al piccolo rinfresco organizzato per lui.

Johnson, deluso da come la tecnologia abbia impoverito l’animo e i rapporti umani, crede che la musica sia forse una delle poche cose davvero umane rimaste: non conta lo spartito, che non è più che un semplice codice, un’opinione dell’autore su un’emozione, ma l’espressività dello strumentista, la sua interpretazione, quanto di suo può aggiungere al tutto.

E in una tiepida serata estiva, un grande maestro ha così ricordato come la musica è passione e come la passione dovrebbe essere il motore di ogni nostro passo.

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