La gratuità di Luisito Bianchi, a sei anni dalla sua scomparsa

di Pier Carlo Rizzi,
Fondo Luisito Bianchi

Era il 5 gennaio del 2012 quando il sacerdote vescovatino ci lasciava in eredità la tensione esistenziale della sua esperienza spirituale nella « … pienezza che non lasci spazio a nessun rimpianto. » Una sintesi mai tanto esplicita e inequivocabile vergata senza incertezze nel 2001 sull’ «… ennesimo quaderno… » improvvisato. «Con tali pagine, ora su un quaderno ora sull’altro, ho l’impressione, a volte, di ripetere in pantofole quanto gli ebrei fecero col loro sangue nel ghetto di Varsavia: seppellire messaggi identici, o variazioni sullo stesso tema, o diversi temi di sonata ciclica, nei luoghi più disparati, fra macerie e fogne; milioni di spermatozoi perché uno, riuscisse a generare la memoria del loro olocausto. 

Luisito (2)

Scrivo sulla Gratuità, in un quaderno, in un altro, su un foglietto, in una lettera, perché qualche bottiglia, una fra le innumerevoli lanciate nel deserto dell’oceano, si salvi col suo messaggio, e generi o ristabilisca nella chiesa la Memoria della Gratuità. Anche il quaderno sul quale adesso scrivo è una variazione dello stesso messaggio. Ogni occasione è buona, perfino un cane senza collare abbandonato, che mi fiuta e non mi molla finché non gli impongo il nome nuovo di messaggero evangelico: Doreàn.» Luisito Bianchi: “Un cane -e un prete- di nome Doreàn”. agenda luisito

Di questi quaderni autografi, come di altro materiale biografico e bibliografico, il Fondo Luisito Bianchi della Fondazione Dominato Leonense ha provveduto in questi due anni alla catalogazione e archiviazione, e sarà prossima la fine del lavoro, nei primi mesi del 2018, con il completamento degli indici di ricerca. Manoscritti, dattiloscritti, appunti, cassette audio (da lui contrassegnate come Omelie Vagabonde), spartiti musicali di canti liturgici e, per ultimi, gli attestati di affettuosa stima per le opere pubblicate e per la sua testimonianza di sacerdote, hanno prodotto un fondo di 8.500 documenti digitali (centinaio più, centinaio meno), che sarà a disposizione nei prossimi anni di chi intenda approfondire la sua figura di prete cattolico romano.

Il Comitato del Fondo, con la Fondazione Dominato Leonense, ha dato corso in questi anni al progetto di ristrutturazione del rustico della sua casa natale di Vescovato, di cui abbiamo dato notizia su questa rivista nel numero di marzo 2017, e dove sarà reso disponibile e consultabile l’archivio completo, catalogato e archiviato. Tale progetto, che si pensava di portare a conclusione nei primi mesi del 2018, dovrà subire, purtroppo, una battuta d’arresto per l’esaurimento delle risorse economiche stanziate che provocherà uno slittamento dei lavori di almeno un anno, tempo nel quale si proverà a trovare la somma necessaria, neppure cospicua, per la conclusione dei lavori.

Si organizzerà in sua memoria, con comunicazione a mezzo web e stampa, un incontro pubblico a Vescovato, nel quale i vari artefici delle iniziative intraprese in questi sei anni esporranno lo stato dei lavori, le future necessità e le difficoltà che si dovranno affrontare per il completamento di Casa Doreàn, nello spirito sì appena sussurrato, ma inequivocabilmente tracciato dallo stesso don Luisito.

Nel frattempo si sta costruendo il sito web ufficialewww.luisitobianchi.it– nel quale si potrà consultare quella che è stata la sua produzione letteraria e le testimonianze degli amici che di lui hanno scritto. Parallelamente verrà gestito il sito web del fondo Luisito Bianchi, il cui Comitato terrà costante informativa delle iniziative organizzate in memoria del Nostro e potrà accogliere tramite mail –folubi@luisitobianchi.it– la partecipazione testimoniale di chi lo ha conosciuto e, come è già avvenuto per alcune persone, l’affido e il deposito nel Fondo dei carteggi intrattenuti negli anni con don Luisito.

Condividi l'articolo

Ti potrebbe interessare...