Il violino fra Brescia e Cremona

Il violino fra Brescia e Cremona

di Fondazione Dominato Leonense

1 febbraio 2012

Incontro del 1 febbraio 2012
Relatore: Associazione ACuTO – Arte Cultura e Turismo
Titolo: IL VIOLINO FRA BRESCIA E CREMONA

 

L’incontro dal titolo “Il violino tra Brescia e Cremona” anticipa l’uscita a Cremona che verrà effettuata la prossima settimana, mercoledì 8 febbraio, per conoscere dal vivo la bottega di un liutaio e per visitare i luoghi dove il violino ha mossi i suoi primi passi.

violinoL’origine del violino infatti è da imputare alla città di Cremona più di quattrocento anni or sono quando, dalle mani di artigiani esperti in seguito a ricerche empiriche secolari, ebbero origine i primi esemplari (i cosiddetti protoviolini). Essi erano probabilmente soltanto un’evoluzione di strumenti ad arco preesistenti ed erano costruiti in “famiglie” comprendenti tre taglie diverse di strumenti, approssimativamente corrispondenti alle tessiture di soprano, contralto o tenore, e basso.
La forma del violino non era quella attuale: deriva infatti da strumenti antichi come il rebab introdotto in Europa dai Mori nell’ottavo secolo. Partendo da questi strumenti primitivi, si svilupparono il ribeca, la giga e poi la viola da braccio.

E’ nel dicembre del 1523 che troviamo nel registro della tesoreria di Savoia, la parola violino scritta per la prima volta.
Grazie al lavoro di scrupolosi artigiani medievali e poi rinascimentali, si raggiunge un equilibrio tra le forme e la sonorità. Prima nasce come violino barocco, poi si trasforma in violino moderno a partire della fine del 1700 per le richieste dei musicisti desiderosi di avere uno strumento più potente e più comodo da suonare. La differenza è minima e risiede soprattutto nel manico.

Sono proprio gli italiani a portare il violino all’apice del suo sviluppo con Andrea Amati (1505-1577) e Antonio Stradivari (1644-1737). Difficile, comunque attribuire con certezza la paternità del violino, che potrebbe invece appartenere al bresciano Gasparo Bertolotti detto Gasparo da Salò.Antonio_Stradivari
Questo nuovo strumento ad arco, oltre all’Italia del Nord, apparve quasi allo stesso tempo in varie parti d’Europa: in Francia (Parigi e Lione), in Germania (dove Martin Agricola segnala nel 1545 la presenza di gruppi di violinisti polacchi), nei Paesi Bassi (specialmente Bruxelles ed Anversa) e a Praga. Si può quindi supporre che il violino sia nato come strumento di musicisti ambulanti, durante i primi decenni del XVI secolo, da una fusione appunto di strumenti diversi.

Il violino nel XVI secolo era utilizzato principalmente nella musica di danza, tuttavia in Italia molto presto assunse ruoli più nobili, nelle corti o nelle chiese: nel 1530 a Brescia abbiamo la citazione di un violino usato durante una messa, e circa dieci anni dopo anche a Venezia troviamo violini in varie “Scuole” e durante le messe e le processioni.

Fino alla meta del XVIII secolo, il violino viene suonato in posizione libera. Il suo posto sotto il mento ancora oggi non è una regola fissa. Con l’arrivo della mentoniera (la prima fu fabbricata nel 1830), il violino viene tenuto sempre di più tra la spalla e il mento anche grazie alla spalliera, permettendo così di far scorrere, sulla tastiera, la mano sinistra liberata dal compito di sostenere lo strumento.

Indispensabile per suonare gli strumenti musicali detti ad arco è un accessorio che si definisce archetto.
L’archetto, tradizionalmente, è costituito da una bacchetta in legno, curvato a caldo. Agli estremi della bacchetta (punta e tallone) viene fissato un fascio di crini di cavallo mediante un’operazione detta “incrinatura”: si tratta di un’operazione piuttosto complessa e delicata che richiede notevole esperienza. Per una buona incrinatura si debbono usare crini di coda di cavallo maschio.
I crini vengono fatti strisciare sulle corde dello strumento per produrre il suono; per aumentare l’attrito sulle corde, il crine deve essere frequentemente trattato con colofonia, una particolare resina detta comunemente pece o resina che di solito va applicata ogni volta che lo strumento viene suonato.

Per ulteriori informazioni sulla costruzione del violino e sulla storia del violino a Cremona.. rimandiamo all’uscita di mercoledì 8 febbraio!

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