Riprendono le campagne di scavo archeologico di Villa Badia

 

Dopo due anni di sospensione a causa dell’emergenza sanitaria riprendono lunedì 5 settembre gli scavi archeologici in Villa Badia, sede di Fondazione Dominato Leonense.
La campagna verrà condotta da un gruppo di giovani archeologi coordinati dall’Università di Verona e in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia, resa possibile negli anni grazie al sostegno di Cassa Padana Bcc.

Verrà presa in esame l’area di scavo nord dove già nel 2017 erano state scoperte le tracce di un palatium, edificio precedente al monastero la cui datazione ha evidenziato come fosse già in uso nel corso del VII° secolo, aprendo così la strada all’ipotesi di un centro di potere che giustifica anche la successiva erezione del monastero.

Con la fine del regno longobardo il grande edificio venne assorbito nel complesso delle strutture del nascente monastero e gli scavi della campagna 2019 hanno mostrato come esso non fosse costituito da un solo grande vano ma si articolasse in realtà in una serie composita di spazi. Vennero realizzate strutture di ottima qualità e fattezza: la comparsa di una canalina per lo scolo o lo scorrimento dell’acqua ci lascia capire che gli edifici erano di altissimo livello qualitativo per l’epoca.

L’indagine ha altresì mostrato come nella sua fase monastica la destinazione dell’ampia superficie dell’edificio fosse domestica: addossati alla parete settentrionale, sono stati trovati i resti di un grande focolare di 2 metri per uno. Inoltre è emersa una lunga trave lignea, appoggiata al perimetrale occidentale, che ci lascia intuire come l’alzato di questi edifici potesse essere realizzato con tecnica mista e in larga parte in legno.

Da questa nuova campagna di scavo, della durata di un mese, si attendono importanti elementi per capire le vicende intorno al cenobio lenese, durante la quale gli archeologi lavoreranno al ripristino delle evidenze emerse e al proseguo dell’abbassamento stratigrafico, il quale potrebbe rivelare ulteriori indizi sull’utilizzo dell’area prima della fine del regno longobardo.

 

 

immagine scavo

 

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